lunedì 16 marzo 2015


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Alcatel-Lucent va avanti con i licenziamenti.

La mobilitazione continua


Giovedì 12 marzo si è svolto presso Assolombarda il primo incontro relativo alla procedura di licenziamento collettivo avviata da Alcatel-Lucent Italia il 20 febbraio scorso.
Le organizzazioni sindacali FIM FIOM UILM hanno invitato l’azienda a ritirare la procedura di mobilità e a concordare, come in passato, un utilizzo di ammortizzatori sociali che permetta di proseguire nella ricollocazione interna ed esterna dei lavoratori oggi in CIGS.
L’azienda da un lato dichiara che alcuni ammortizzatori sociali (CIGS) non sarebbero più disponibili, dall’altro che non intende utilizzare altri ammortizzatori sociali che invece potrebbero essere fruibili da ALU (p. es. cassa integrazione ordinaria o cassa integrazione in deroga).
Le OO.SS. FIM FIOM UILM e il Coordinamento Sindacale hanno quindi deciso di avviare una verifica presso il Ministero del Lavoro sulla concreta disponibilità di ammortizzatori sociali.
L’azienda ha dichiarato che intende incentivare le uscite con un importo economico inferiore a quanto pattuito nell’accordo di mobilità volontaria in vigore sino a fine 2014.
E’ evidente che ci troviamo di fronte a un atteggiamento inaccettabile della direzione italiana, che ostacola la ricerca di una soluzione condivisa. Venerdì 13 si è svolto presso il Ministero dello Sviluppo Economico il primo incontro relativo alla procedura di cessione di ramo d’azienda per 29 lavoratori verso SESA NV. Prioritariamente le segreterie nazionali e il Coordinamento sindacale hanno chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di supportare la ricerca di soluzioni alternative ai licenziamenti.
Nello specifico della cessione di attività, le società hanno dichiarato che c’è un accordo di tre anni, che coprirebbe un volume di lavoro decrescente nel triennio.
Il quadro della società SESA NV non è per nulla rassicurante: è in atto una CIGS per un massimo di 110 persone, senza anticipazione del trattamento economico da parte dell’azienda; la società presenta inoltre un forte indebitamento, in parte compensato da crediti verso clienti, e il piano industriale complessivo è alquanto vago.
Inoltre le attività che verranno cedute da Alcatel-Lucent non sono tali da garantire un carico di lavoro adeguato nel medio periodo. Si è ritenuto comunque di proseguire il confronto alla ricerca di una possibile soluzione condivisa, che deve necessariamente vedere solide garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti dalla cessione, oltre ad un’armonizzazione contrattuale che tuteli le condizioni economiche e normative in atto. Il confronto con ALU e SESA proseguirà in sede tecnica il 20 marzo, presso Unindustria a Roma.
A seguito di voci sempre più ricorrenti, riguardanti la possibile cessione dello stabilimento Alcatel-Lucent di Trieste, le segreterie nazionali hanno chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di effettuare le opportune verifiche, in quanto si tratterebbe di un’operazione (non prevista nello Shift Plan) che avrebbe conseguenze gravissime per la presenza industriale ed occupazionale di ALU in Italia. I fatti concreti contraddicono le altisonanti dichiarazioni di Michel Combes (CEO di ALU) secondo cui l’Italia “per noi è un luogo strategico”.
Fim Fiom e Uilm ritengono gravissimo l'atteggiamento di Alcatel Lucent. Nelle prossime settimane proseguiranno le iniziative di mobilitazione e sono proclamate ulteriori 4 ore di sciopero, che verranno articolate nei territori per sensibilizzare le istituzioni, al fine di evitare il concreto rischio dei licenziamenti e dell’ulteriore impoverimento della presenza di ALU nel nostro paese.

FIM FIOM UILM Nazionali
Coordinamento sindacale Alcatel-Lucent

Roma, 16 marzo 2015

lunedì 2 marzo 2015



Alcatel-Lucent:
nessuno è al sicuro


Pochi giorni fa si celebrava nella nuova sede di Alcatel-Lucent, l’Open Day, pretesto per rilanciare l’immagine dell’azienda in un periodo di crisi del settore delle telecomunicazioni. Come è stato riportato dai quotidiani, Alcatel-Lucent, in quell’occasione si è vantata di aver saputo gestire lo shift plan senza ricorrere a licenziamenti. Poi il 17 febbraio presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) l’Azienda ha scoperto le sue carte, dichiarando di volere aprire la procedura di mobilità che porterà al licenziamento collettivo di lavoratori e lavoratrici in esubero. Il rappresentate del MISE si è dichiarato contrario a tale procedura ed ha invitato l’Azienda a ripensarci. Anche il rappresentante della Regione Lombardia presente al tavolo si è espresso in tal senso.

Il licenziamento collettivo non riguarderà solo 43 tra lavoratori e lavoratrici attualmente in CIGS, ma coinvolgerà anche altre persone al momento non identificate.

E’ la prima volta che l’azienda assume un atteggiamento così intransigente anche di fronte alle richieste del Governo.

A cosa è servita la visita del premier Renzi al nuovo stabilimento?

Non si può restare indifferenti di fronte a tanta arroganza da parte dell’Azienda, occorre una risposta ferma e decisa:

SCIOPERO!

sabato 21 febbraio 2015

Alcatel-Lucent. No ai licenziamenti!


Martedì 17 febbraio si è svolto presso il ministero dello Sviluppo Economico un incontro di aggiornamento sul piano di ristrutturazione di Alcatel-Lucent in Italia.
L’azienda ha dichiarato che dall’inizio dello Shift Plan si sono verificate 345 uscite per esternalizzazioni e 237 uscite tra dimissioni, mobilità volontarie e ricollocazioni interne, a fronte di 689 esuberi complessivi dichiarati dall’azienda (586 relativi allo Shift Plan e 103 residui del precedente Performance Program).
Il numero di lavoratrici e lavoratori attualmente in CIGS è di 43, così suddiviso:
37 a Vimercate, 4 a Bari, 1 a Roma, 1 a Lecce.

Resterebbero quindi complessivamente 107 esuberi, che l’azienda ha dichiarato di voler affrontare in questo modo:
  • - esternalizzazione verso SESA di circa trenta persone di IP Platform (Battipaglia), per cui è prevista a breve l’avvio della procedura di cessione.
  • - licenziamento collettivo per le persone in CIGS, con una procedura di mobilità che l’azienda intende aprire nei prossimi giorni per avere la possibilità di licenziare prima della scadenza della attuale CIGS!
  • - i restanti esuberi non sarebbero al momento identificati.

Le Organizzazioni Sindacali hanno ovviamente giudicato inaccettabile questo piano, che produrrebbe una rottura drammatica in Alcatel-Lucent, contraddicendo la storia di questi anni fatta di costante ricerca di soluzioni condivise.
Il rappresentante del MISE, Dott. Castano, ha dichiarato che il Ministero non considera i licenziamenti come uno strumento disponibile per la gestione delle crisi aziendali e ha invitato l’azienda a rivedere le proprie posizioni.
Anche il rappresentante della Regione Lombardia ha invitato l’azienda a non aprire la procedura di mobilità ed ha dichiarato la disponibilità ad esaminare tutte le alternative possibili.
L’azienda non ha dato disponibilità a modificare la propria posizione, assumendosi così la responsabilità di riaprire una fase di scontro, con le lavoratrici ed i lavoratori e le organizzazioni sindacali.

È dunque questo l’effetto della tanto pubblicizzata visita a Vimercate del premier Renzi? I licenziamenti? E’ questa la “nuova fase”?
Per quanto riguarda l’annunciata cessione verso SESA, si tratta di un’operazione molto critica poiché quella società ha recentemente aperto una cassa integrazione straordinaria che coinvolge anche lavoratori ex-ALU, e sta mostrando ritardi nel pagare gli stipendi.

Permangono criticità anche sulle sedi:
- a Rieti il contratto di affitto è stato prorogato a fine 2015, e poi?
- a Battipaglia l’azienda sembra intenzionata a cercare una nuova sede, di dimensioni ridotte, poiché nella sede attuale non è in grado di garantire né la fornitura di energia elettrica, né le condizioni igieniche e di sicurezza necessarie, a causa dei problemi con il “soggetto imprenditoriale” a cui ALU ha ceduto la produzione.
- infine su Trieste l’azienda continua a smentire le voci ricorrenti di possibile cessione dello stabilimento.

Il Coordinamento nazionale ALU e le segreterie nazionali FIM FIOM UILM decidono la convocazione delle assemblee dei lavoratori nelle varie sedi e indicono 4 ore di sciopero da effettuare martedì 24 febbraio.

Fim, Fiom, Uilm nazionali
Coordinamento sindacale Alcatel-Lucent

Roma, 18 febbraio 2015

lunedì 10 novembre 2014



GIOVEDI’ 6 NOVEMBRE: SCIOPERO E PRESIDIO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL PRESIDENTE RENZI.

La partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori Alcatel Lucent allo sciopero e al presidio davanti alla nuova sede ha reso possibile l’incontro di una delegazione della RSU Alcatel Lucent con il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Un risultato importante ed unico se pensiamo che il presidente Renzi nelle sue visite non ha mai incontrato i rappresentanti dei lavoratori.

Un risultato che ci ha permesso di raccontare quello che è realmente Alcatel Lucent e che va oltre alle inaugurazioni ed alle cerimonie di una nuova sede che conterrà meno di 700 dipendenti.

Un’azienda che ha in corso un pesante piano di ristrutturazione con la dichiarazione di 586 esuberi strutturali nel nostro paese e che prevede il disimpegno dell’azienda su importanti attività di Ricerca e Sviluppo ed un ridimensionamento della sua presenza industriale con la cancellazione di tantissimi posti di lavoro.

Un’azienda che non ha ancora presentato un piano industriale e di investimento per quanti rimarranno in Alcatel Lucent.

Abbiamo ribadito quanto il settore telecomunicazioni sia importante per la ripresa degli investimenti, che devono avere una regia pubblica del governo attraverso l’implementazione dell’agenda digitale, ad oggi completamente ferma.

Abbiamo richiamato il governo e la politica alle proprie responsabilità, perché non ci convince l’approccio del presidente del consiglio di lasciar fare alle imprese, visti i risultati.

Abbiamo ricordato al Presidente l’importanza degli investimenti nei settori strategici e che occorre passare dalle parole ai fatti.

Abbiamo bisogno di risposte concrete nel brevissimo tempo, perché ci sono molte persone che rischiano di perdere il posto di lavoro, e l’intero settore dell’hi tech rischia di scomparire, o comunque di perdere la sua funzione di ecosistema industriale.

Il Presidente del Consiglio ha convenuto sul fatto che molte cose non sono state fatte o sono state fatte in modo sbagliato, in particolare da parte delle pubbliche amministrazioni, in tema di sviluppo dell’economia digitale.

Quanto alle risorse, ha rinviato al piano di investimenti promesso dal presidente della Commissione Europea Juncker e al superamento dei vincoli del patto di stabilità europeo, due strade certamente non di immediata fattibilità.

Non basta elogiare i ricercatori e gli inventori, bisogna anche sostenere un sistema industriale dove le intuizioni e le invenzioni possano diventare prodotti e servizi concreti che contribuire allo sviluppo.

Questo, riteniamo, lo si fa con interventi concreti di politica industriale e non taglieggiando i risparmi previdenziali o i diritti di chi lavora.

giovedì 11 settembre 2014



COMUNICATO SINDACALE

Le RSU Alcatel Lucent di Vimercate, Roma, Battipaglia, Rieti, Trieste, Padova e Bari esprimono la loro vicinanza e solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori di Btp Tecno di Battipaglia (ex Alcatel Lucent) che stanno difendendo il loro posto di lavoro e rivendicano il rispetto degli accordi sottoscritti.

In questi giorni di altissima tensione e di momenti drammatici, le RSU del gruppo Alcatel Lucent ritengono inaccettabile la disdetta anticipata degli accordi di fornitura ed il silenzio di chi è stata la causa di questa terribile situazione: ALCATEL LUCENT.

Le RSU ALU sostengono le legittime richieste sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici di BTP-Tecno per 47 dei/delle quali è previsto il licenziamento, essendo scaduti i termini temporali per una possibile soluzione condivisa.

Chiedono, inoltre, alle istituzioni politiche del territorio, ai rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e ad ALCATEL LUCENT il rispetto degli accordi “liberamente” sottoscritti in sede ministeriale, affinchè si possano individuare soluzioni che permettano il mantenimento dei livelli occupazionali ed il futuro del sito di Battipaglia.




COMUNICATO SINDACALE

Martedì 9 Settembre si è svolta l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dei reparti  coinvolti nello spin-off delle attività R&D OPTICS che Alcatel-Lucent cederà  a S.M.Optics a partire dalla data del 1 Ottobre.

Le RSU e l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori hanno fatto il punto sullo stato della discussione sulla base di tutte le informazione ad oggi ricevute:  piano industriale, occupazionale ed economico normativo. Nel seguito le considerazioni e le valutazione piu’ significative emerse dalla discussione.

Piano industriale: la durata del contratto di fornitura con Alcatel-Lucent è di 5 anni, con volumi a decrescere. Si vuole essere portati a conoscenza  dettagliata, anno per anno, delle dimensioni dei volumi di fornitura previsti.

Piano occupazionale:  si chiede l’applicazione dell’accordo quadro sulle esternalizzazioni del 1997 , garantendo per i 5 anni di fornitura il mantenimento degli attuali livelli occupazionali ed il non ricorso a licenziamenti e l’intervento di ALU dopo gli anni di fornitura in caso di eventuali imprese subentranti.
S.M.Optics ha dichiarato l’inserimento di nuove competenze.  Si vorrebbe  il dettaglio anno per anno delle previsioni  di crescita occupazionale, l’assunzione dei colleghi “contractors” attualmente occupati (molti da anni) nelle attività del perimetro di cessione.
Siamo di fronte in Alcatel Lucent ad un incremento di utilizzo dei “contractors”, anche per posizioni non aperte in IJOM. Questo è  per la RSU ed i lavoratori inaccettabile visto il numero di colleghi in CIGS  che a breve sarà ulteriormente incrementato. Molti sono i profili professionali dei colleghi in CIGS che possono occupare queste posizioni in Alcatel Lucent.
Partendo dalla cessione di S.M. Optics, ma non solo per questa , si chiede  l’inclusione nel perimetro della cessione dei colleghi in CIGS provenienti dai reparti coinvolti nello spin-off perche’ risultano essere parte integrante dei reparti esternalizzati e solo per una scelta escludente e a tratti persecutoria,  ora forzati in centri di costo creati per tale scopo. 
La necessità manifestata in questi giorni di utilizzo a breve  di un numero consistente di consulenti per l’ attività in spin-off optics, contrasta con la volontà manifestata da S.M. Optics di nuove assunzione per il rafforzamento del know-how e sulla quale siamo perfettamente d’accordo. Bisogna partire dalle professionalità messe a disposizione e presenti sul territorio, dal politecnico e dagli istituti tecnici presenti nella nostra regione per consolidare questa nuova realtà industriale e dare opportunità di lavoro a giovani e disoccupati.

Trattamenti economici – normativi: si chiede l’applicazione dell’accordo quadro sulle esternalizzazioni del 1997, con un indennizzo economico per il cambio  di rapporto di lavoro e a salvaguardia delle condizioni economiche e normative in essere.
La richiesta da parte di S.M.Optics di negoziare un nuovo accordo sulla contrattazione aziendale dovrà avere come base di discussione le attuali condizioni normative e gli attuali diritti acquisiti e consolidati negli anni ora patrimonio del vissuto professionale delle lavoratrici e dei lavoratori Alcatel-Lucent coinvolti nello spin-off. Normative conquistate negli anni con lotte e sacrifici. Diritti acquisiti negli anni con professionalita’, coerenza e correttezza.